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Storia |
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| LA RIFORMA FONDIARIA |
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Nel 1950 le terre coltivabili della Maremma. concessa a mezzadria, e
appartenenti ai grandi proprietari, furono in parte espropriate per dar vita ad alcune
migliaia (circa 4000) di nuove piccole aziende diretto-coltivatrici. Per gli
"assegnatari" di questi nuovi poderi furono costruite le case di abitazione, le
stalle, le strade interpoderali, gli acquedotti. La meccanizzazione agricola fu favorita
con appositi contributi e prestiti agevolati.
La riforma agraraia segnò la fine di un'epoca anche se la "VECCHIA MAREMMA" non
è ancora del tutto scomparsa, almeno per alcuni aspetti di ambiente e di costume. Oggi la
campagna maremmana ha trovato un nuovo equilibrio tra agricoltura e ambiente, vi sono le
condizioni per la coesistenza della coltivazione della terra e del godimento del
territorio, l'agricoltura ed il turismo stanno trovando un punto di incontro in ciò che
viene ormai definito "Agriturismo".
Visita il sito: http://www.riformafondiaria.it |
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